Infortuni muscolari: quali sono e cosa fare
Contrattura
È una contrazione involontaria, improvvisa e persistente di uno o più muscoli, che si irrigidiscono senza però riportare vere e proprie lesioni nelle fibre.
Tale irrigidimento è spesso percepibile anche alla palpazione: si sente una piccola area dura all’interno del muscolo.

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Sintomi
- Dolore localizzato, che aumenta alla palpazione e durante il movimento.
- Rigidità muscolare.
- Limitazione del movimento.
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Cause
- Sforzi eccessivi, sovrallenamento.
- Riscaldamento non effettuato o insufficiente.
- Fattori esterni/interni: freddo, disidratazione, carenze di minerali.
- Stress psicofisico: tensioni emotive che si riflettono sulla muscolatura, in particolare su collo e spalle.
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Cosa fare?
- Riposo: solitamente sono sufficienti 3-5 giorni di stop, ma i tempi possono allungarsi se si continua a sollecitare la zona interessata.
Per accelerare il recupero, possono essere utili le attività che consentono di allungare e favorire l’afflusso di sangue alla muscolatura, come attività aerobica moderata e stretching. - Stretching leggero: utile per favorire l’allungamento muscolare.
- Calore: impacchi o bagni caldi favoriscono il rilassamento del muscolo.
- Massaggi decontratturanti: agiscono più in profondità per “sciogliere” manualmente la contrattura.
- Farmaci, se prescritti da un medico.
- Riposo: solitamente sono sufficienti 3-5 giorni di stop, ma i tempi possono allungarsi se si continua a sollecitare la zona interessata.
Stiramento
Lo stiramento muscolare è un allungamento eccessivo delle fibre muscolari, di entità lieve o media, che non comporta rottura delle fibre.
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Sintomi
Dolore acuto e immediato, talvolta accompagnato da un ematoma (per via della rottura dei capillari).
La zona colpita si presenta dolorosa alla palpazione, con possibile rigidità e gonfiore.
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Cause
- Riscaldamento non effettuato o insufficiente.
- Movimenti bruschi e improvvisi, come scatti, salti o frenate.
- Affaticamento: muscoli già stanchi e stressati.
- Allenamento scarso: sottoporre il corpo a stimoli ai quali non è sufficientemente abituato aumenta il rischio di traumi e infortuni.
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Cosa fare?
- Interrompere subito l’attività sportiva, altrimenti si può aggravare la situazione fino ad arrivare allo strappo muscolare.
- Applicare impacchi di ghiaccio per aiutare a ridurre dolore e gonfiore.
- Compressione con bendaggi elastici.
- Farmaci, se prescritti da un medico.
- Tempi di recupero: solitamente, 2-3 settimane.
Se il dolore persiste, può essere opportuno contattare un medico o un fisioterapista.

Strappo muscolare
Lo strappo muscolare è la rottura parziale o totale delle fibre muscolari.
Può essere causato da sforzi eccessivi, traumi, movimenti bruschi o eseguiti senza un riscaldamento adeguato.

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Sintomi e Diagnosi
- Lo strappo si manifesta con un dolore acuto, spesso descritto come un colpo di frusta, con possibile tumefazione o ematoma, a seconda dell’entità della lesione muscolare.
- Per confermare l’entità della lesione, si può ricorrere a un’ecografia o a una risonanza magnetica.
I Grado (lieve): lesione di poche fibre muscolari, dolore lieve, nessuna limitazione funzionale significativa.
II Grado (moderato): lesione più estesa, dolore intenso e limitazione funzionale importante.
III Grado (grave): rottura totale o quasi del muscolo, dolore intenso e invalidante, possibile deformità.

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Cosa fare subito (fase acuta – prime 24/48 ore)
- Riposo assoluto: interrompere immediatamente l’attività fisica.
- Ghiaccio: applicare impacchi freddi per 15-20 minuti 2-3 volte al giorno, per ridurre infiammazione, gonfiore e dolore.
- Elevazione: tenere l’arto colpito sollevato rispetto al cuore per favorire il drenaggio dei liquidi e ridurre il gonfiore.
- Evitare calore e massaggi per le prime 48 ore.
- Compressione: applicare una fasciatura elastica per limitare l’edema e il sanguinamento interno, soprattutto nel caso di strappi importanti.

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Recupero
- Farmaci, se prescritti dal medico, per aiutare a gestire dolore e infiammazione.
- Riabilitazione: dopo la fase acuta, è cruciale la fisioterapia (stretching passivo, esercizi di rinforzo progressivo, ecc.) per riacquisire funzionalità ed evitare recidive.
