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Alimentazione sana

EPIC: trent’anni di ricerca sul rapporto tra alimentazione e salute

Approfondimenti

Lo studio EPIC-Europe (European Prospective Investigation into Cancer and Nutrition) è uno dei più grandi studi epidemiologici mai realizzati al mondo per comprendere come alimentazione, stile di vita e ambiente influenzino il rischio di tumori e altre malattie croniche, come patologie cardiovascolari, neurodegenerative e diabete.

Avviato negli anni ’90 e ancora in corso, EPIC coinvolge oltre 500.000 volontari tra i 35 e i 70 anni provenienti da 23 centri di 10 Paesi europei: Danimarca, Francia, Germania, Grecia, Italia, Norvegia, Paesi Bassi, Regno Unito, Spagna e Svezia.
In Italia partecipano circa 47.000 persone: tra questi, oltre 13.500 appartengono alla coorte EPIC di Firenze, coordinata da ISPRO sotto la responsabilità della dott.ssa Giovanna Masala.

Si tratta di uno studio “prospettico”, nel quale le informazioni sui partecipanti sono state raccolte quando le persone erano sane, prima dell’eventuale comparsa dell’evento di malattia. Questo permette ai ricercatori di seguire i partecipanti nel tempo e osservare perché alcune persone sviluppano determinate patologie mentre altre no, individuando possibili fattori di rischio o elementi protettivi legati all’alimentazione e allo stile di vita.

Come funziona lo studio EPIC

Al momento dell’arruolamento, i partecipanti hanno compilato due questionari molto dettagliati:

  1. 1

    ABITUDINI ALIMENTARI

    Informazioni sulla frequenza, quantità e tipologia degli alimenti e delle bevande consumati.

  2. 2

    STILE DI VITA

    Informazioni su attività fisica, fumo, consumo di alcol, abitudini quotidiane e altri fattori comportamentali.

Sono stati inoltre raccolti dati antropometrici (peso, altezza e circonferenze corporee), insieme a campioni di sangue conservati in biobanche in azoto liquido presso l’International Agency for Research on Cancer (IARC) a Lione e anche nei centri locali.
La raccolta dei campioni biologici in soggetti sani, prima dell’eventuale sviluppo della malattia, rappresenta uno dei punti di forza dello studio. Le analisi del sangue consentono infatti di individuare possibili marcatori biologici associati all’insorgenza delle patologie e di approfondire i meccanismi che collegano alimentazione, stile di vita e salute.

Un altro importante punto di forza di EPIC è il monitoraggio nel tempo dei partecipanti. Grazie al follow-up prolungato, i ricercatori possono osservare chi sviluppa determinate malattie e valutare quali fattori alimentari e comportamentali possano aver contribuito al loro sviluppo oppure, al contrario, aver esercitato un effetto protettivo.

I principali risultati dello studio

Nel corso degli anni, lo studio EPIC ha fornito importanti evidenze sul rapporto tra alimentazione e salute, contribuendo a comprendere meglio il ruolo delle abitudini alimentari nello sviluppo e nella prevenzione delle malattie croniche.

  1. Dieta mediterranea

    Tra i risultati più importanti emersi vi è il ruolo protettivo della dieta mediterranea.
    Una maggiore aderenza a questo modello alimentare è stata associata ad una migliore sopravvivenza nelle persone oltre i 60 anni e ad una riduzione del rischio di diversi tumori. Secondo le analisi dello studio, seguire più da vicino la dieta mediterranea potrebbe contribuire a ridurre l’insorgenza complessiva dei tumori di circa il 5% negli uomini e del 3% nelle donne, con effetti particolarmente evidenti per il tumore della mammella e del colon-retto.

  1. Frutta e verdura

    EPIC ha mostrato che chi consuma più frutta e verdura presenta un rischio minore di sviluppare diverse patologie croniche. In particolare:

    • il consumo di frutta fresca è associato a un minor rischio di tumore dello stomaco;
    • gli agrumi sembrano avere un effetto protettivo nei confronti dei tumori della giunzione tra esofago e stomaco;
    • frutta e verdura aiutano a proteggere dal tumore del colon-retto.

    I benefici non riguardano soltanto i tumori. Un consumo elevato di questi alimenti è risultato associato anche a minore rischio di infarto e ictus, riduzione del rischio di diabete, minore mortalità generale e per le principali cause di morte.

  1. Carne rossa e carne lavorata

    I risultati di EPIC confermano l’associazione tra un elevato consumo di carne rossa e lavorata (come salumi e insaccati) e un maggior rischio di tumore del colon-retto. Un rischio aumentato è stato osservato anche per alcuni tumori dello stomaco.
    Inoltre, un lavoro europeo condotto dal gruppo fiorentino nell’ambito di EPIC ha evidenziato un possibile legame tra consumi elevati di carni rosse e conservate e un maggior rischio di diabete; altre analisi hanno invece osservato un aumento del rischio di malattie cardiovascolari.
    Per il pollame non sono emerse associazioni significative, mentre il consumo di pesce sembra avere un effetto protettivo.

  1. Bevande alcoliche

    Lo studio EPIC ha approfondito anche il ruolo delle bevande alcoliche, distinguendo tra vino, birra e superalcolici. I risultati confermano che il consumo di alcol aumenta il rischio di diversi tumori, indipendentemente dal tipo di bevanda consumata, in particolare: tumore del fegato, della mammella e del colon-retto.
    Nel complesso, il consumo di alcol è risultato associato a una maggiore mortalità per tumori e per tutte le cause.

  1. Altri nutrienti

    Numerosi studi hanno preso in considerazione il ruolo che i nutrienti, cioè le sostanze contenute negli alimenti che il nostro organismo utilizza per svolgere le proprie funzioni, possono avere sulla salute. Tra quelli maggiormente studiati nell’ambito di EPIC troviamo i grassi saturi e le fibre.

    • Grassi saturi: si trovano principalmente nelle carni grasse, negli insaccati, nel burro, nello strutto e nei formaggi stagionati, ma anche in alcuni oli vegetali, come l’olio di palma e l’olio di cocco, e sono stati associati a un lieve aumento del rischio di tumore della mammella.
    • Fibre: un maggiore apporto, in particolare di quelle provenienti dai cereali integrali, è stato associato a un minor rischio di tumore del colon-retto. Più in generale, un elevato consumo di fibre vegetali è risultato associato anche a un minor rischio di tumore del fegato e della mammella.

Pubblicato il: 28.08.2026